Una meta-analisi internazionale, condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, suggerisce che, nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, conviene iniziare subito con una combinazione di statine ed ezetimibe essendo più efficace rispetto alla sola terapia con statine.
Lo studio, pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, ha preso in esame i dati di 108.353 pazienti coinvolti in 14 studi clinici, dimostrando una riduzione significativa della mortalità e degli eventi cardiovascolari. I numeri parlano chiaro: l’approccio combinato ha portato a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause, del 16% di quella cardiovascolare, e a un abbassamento del rischio di infarto e ictus rispettivamente del 18% e 17%, rispetto alla terapia tradizionale con statine ad alte dosi.
Secondo Peter Toth, coautore dello studio e docente all’Università dell’Illinois: “Questa strategia dovrebbe diventare il nuovo standard per i pazienti a rischio elevato. Aspettare per valutare l’efficacia delle sole statine è spesso controproducente e meno efficace per raggiungere i livelli ideali di colesterolo LDL”. E sottolinea: “È una soluzione accessibile, che non richiede nuovi farmaci costosi, ma che potrebbe ridurre infarti, ictus e scompensi cardiaci, con enormi benefici anche economici per i sistemi sanitari”.
Leggi abstract dell’articolo:
- Impact of Lipid-Lowering Combination Therapy With Statins and Ezetimibe vs Statin Monotherapy on the Reduction of Cardiovascular Outcomes: A Meta-analysis
Banach, Maciej et al.
Mayo Clinic Proceedings, Articles in Press March 23, 2025 DOI: 10.1016/j.mayocp.2025.01.018