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ACC/AHA pubblicano linee guida aggiornate per la gestione dei lipidi e del colesterolo

L’American College of Cardiology (ACC), l’American Heart Association e altre nove importanti associazioni mediche hanno pubblicato una linea guida aggiornata per la gestione della dislipidemia, ovvero livelli anomali di uno o più tipi di lipidi o lipoproteine ​​nel sangue, tra cui colesterolo e trigliceridi. L’obiettivo è quello di prevenire le malattie cardiovascolari aterosclerotiche (ASCVD).

Le linee guida promuovono interventi precoci attraverso modifiche dello stile di vita sano, come dieta equilibrata, attività fisica regolare e astensione dal fumo, oltre all’uso di farmaci ipolipemizzanti quando necessario.

È stato introdotto un nuovo calcolatore del rischio cardiovascolare, il PREVENT-ASCVD, per stimare il rischio di infarto o ictus a 10 e 30 anni e guidare la terapia ipolipemizzante.

Le nuove equazioni PREVENT-ASCVD classificano il rischio di ASCVD in quattro categorie: basso (<3%), borderline (3%-<5%), intermedio (5%-<10%) e alto (≥10%), per guidare le decisioni terapeutiche.

Biomarcatori come lipoproteina(a), apolipoproteina B e proteina C-reattiva ad alta sensibilità possono aiutare ad affinare la valutazione del rischio cardiovascolare.

Le linee guida raccomandano ulteriori test, come la scintigrafia coronarica per il calcio (CAC), per valutare il rischio cardiovascolare e determinare la necessità di trattamenti più intensivi.

Livelli target di LDL-C: <100 mg/dL per rischio borderline/intermedio, <70 mg/dL per alto rischio e <55 mg/dL per prevenzione secondaria in individui ad altissimo rischio.

Le terapie non statiniche, come ezetimibe, acido bempedoico e anticorpi monoclonali anti-PCSK9, sono raccomandate per pazienti che non raggiungono gli obiettivi di LDL-C con lo stile di vita e le statine.

Per l’ipertrigliceridemia, si raccomandano modifiche dello stile di vita e terapia con statine, con ulteriori trattamenti basati sul rischio individuale.

Si consiglia lo screening del colesterolo nei bambini tra i 9 e gli 11 anni per identificare precocemente i rischi di malattie cardiache.

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FonteAmerican College of Cardiology

Last modified: 15 Marzo 2026
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