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Collegamento tra il microbiota intestinale, l’infiammazione e la depressione

Autore/Fonte: Harvard Medical School

È ormai sempre più evidente che il microbiota intestinale può influenzare la salute umana, compresa la salute mentale.
I ricercatori della Harvard Medical School hanno scoperto che il batterio intestinale Morganella morganii può contribuire alla depressione interagendo con un contaminante comune, il dietanolammina (DEA), per produrre una molecola che innesca l’infiammazione.

L’infiammazione cronica, innescata da proteine infiammatorie come l’interleuchina-6 (IL-6), è stata collegata alla depressione e ad altre condizioni come il diabete di tipo 2 e le malattie infiammatorie intestinali (IBD).

Il contaminante DEA, presente in prodotti industriali e di consumo, può essere metabolizzato da M. morganii in un segnale immunitario che attiva il sistema immunitario, suggerendo un potenziale biomarcatore per identificare casi specifici di depressione.

La ricerca suggerisce che trattamenti mirati alle risposte immunitarie, come i farmaci immunomodulanti, potrebbero essere efficaci per alcuni pazienti con depressione.

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FonteHarvard Medical School

Last modified: 27 Aprile 2026
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