Written by 11:22 Intelligenza Artificiale in Medicina

L’intelligenza artificiale ha progettato un nuovo farmaco per uccidere l’Escherichia coli

Utilizzando Evo 2, uno strumento di intelligenza artificiale generativa che risolve complesse sfide biologiche suggerendo nuove sequenze di DNA, i ricercatori di Stanford University hanno creato fagi geneticamente modificati come nuovi antibiotici.

Dopo un anno di revisione tra pari, Evo2 è stato pubblicato su Nature e ha dimostrato la sua utilità nel mondo reale attraverso la sintesi di sequenze di DNA.
Evo2 è in grado di generare nuovo codice genetico mai esistito prima, consentendo di esplorare interazioni a lunga distanza tra geni. Evo 2 ha generato così nuovi genomi di fagi, portando alla sintesi di quasi 300 fagi. Sono stati selezionati 16 fagi eccezionali per la loro efficacia contro l’E. coli.

Visto il suo potenziale, i ricercatori hanno reso Evo 2 disponibile gratuitamente e senza restrizioni. Pur riconoscendo le problematiche relative alla sicurezza, sottolineano l’importanza di disporre di strumenti come Evo 2 per contrastare i patogeni naturali esistenti e la possibilità di integrare controlli di sicurezza negli strumenti di intelligenza artificiale, cosa che non avviene quando i patogeni si evolvono naturalmente.

Il modello Evo 2, è stato addestrato su milioni di genomi naturali provenienti da tutto il mondo, consentendogli di apprendere la complessa “grammatica” e le regole che rendono funzionale una sequenza di DNA.
Come per altri modelli di intelligenza artificiale applicati alla biologia, questo set di dati include dati biologici quali sequenze genetiche e caratteristiche dei patogeni.
Attualmente non esiste un quadro normativo universale che regoli questi set di dati e, sebbene alcuni sviluppatori escludano volontariamente i dati ad alto rischio, i ricercatori sostengono che dovrebbero essere applicate regole chiare e coerenti a tutti.

I ricercatori stanno anche studiando DNA più lunghi e complessi, possibilmente anche di piccoli genomi batterici, che potrebbero portare alla creazione di microbi geneticamente modificati utili per la produzione di sostanze chimiche, medicinali, combustibili e altro ancora.

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FontiStanford University – euronews

Last modified: 11 Agosto 2026
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