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AGA: gestione dell’infezione da Clostridioides difficile nelle malattie infiammatorie intestinali: revisione.

Autore/Fonte: Gastroenterology

L’infezione da Clostridioides difficile (CDI) è una causa significativa di riacutizzazioni e di esiti negativi nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), portando a un aumento dei ricoveri ospedalieri e a terapie più intensive.

Le terapie basate sul microbiota, come il trapianto di microbiota fecale o le terapie approvate dalla FDA, emergono come opzioni promettenti per la CDI ricorrente. La revisione esamina strategie di diagnosi e gestione della CDI nei pazienti con MICI, fornendo linee guida pratiche per ottimizzare i risultati clinici.

I medici dovrebbero escludere la CDI nei pazienti con MICI che presentano diarrea nuova o in peggioramento, specialmente in caso di coinvolgimento del colon. Si raccomanda l’uso di test diagnostici basati sulla tossina per sospette CDI nei pazienti con MICI. Fidaxomicina o vancomicina sono preferite per il trattamento iniziale della CDI nei pazienti con MICI, mentre il metronidazolo non è raccomandato. La terapia immunosoppressiva per l’IBD non aumenta il rischio di CDI; i medici dovrebbero continuare il trattamento dell’IBD anche in presenza di CDI acuta.

Terapie basate sul microbioma sono raccomandate per i pazienti con MICI e recidive di CDI per prevenire ulteriori infezioni. I probiotici non sono consigliati per la prevenzione primaria o secondaria di CDI nei pazienti con MICI.

La profilassi orale con vancomicina può essere considerata per i pazienti con MICI e storia di CDI che assumono antibiotici sistemici.

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Last modified: 18 Maggio 2026
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