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Revisione sulle linee guida europee per la diagnosi e la gestione della neutropenia cronica nell’adulto e nel bambino

Autore/Fonte: EHA/EuNet-INNOCHRON COST Action

La neutropenia cronica comprende un gruppo eterogeneo di condizioni congenite o acquisite caratterizzate da una persistente riduzione dei neutrofili e da un rischio variabile di infezioni ricorrenti, complicanze sistemiche ed evoluzione clonale. La gestione clinica di questi pazienti rappresenta ancora una sfida rilevante per ematologi pediatrici e dell’adulto, soprattutto per la scarsità di evidenze di elevata qualità e per l’eterogeneità biologica delle diverse forme di malattia.

Le nuove linee guida europee elaborate congiuntamente dalla European Hematology Association (EHA) e dal network EuNet-INNOCHRON forniscono raccomandazioni condivise sul trattamento e sulle misure di supporto nella neutropenia cronica, integrando revisione sistematica della letteratura e consenso di esperti internazionali. Le raccomandazioni confermano il ruolo centrale del granulocyte colony-stimulating factor (G-CSF), che ha modificato significativamente la prognosi delle forme congenite severe e della neutropenia ciclica, riducendo infezioni, ospedalizzazioni e complicanze correlate. Le linee guida suggeriscono inoltre un approccio personalizzato nelle forme autoimmuni e idiopatiche, in cui la decisione terapeutica dovrebbe essere guidata soprattutto dalla frequenza e dalla severità delle infezioni più che dal solo valore assoluto dei neutrofili.

Il documento affronta anche aspetti fondamentali della gestione quotidiana, tra cui profilassi e terapia antibiotica, igiene orale, vaccinazioni, supporto psicologico e indicazioni al trapianto di cellule staminali emopoietiche nelle forme ad alto rischio o refrattarie al trattamento. Particolare attenzione viene posta all’utilizzo della minima dose efficace di G-CSF per limitare effetti collaterali e rischio di evoluzione mielodisplastica o leucemica, soprattutto nei pazienti con predisposizione genetica. Viene inoltre sottolineata la limitata evidenza a supporto dell’uso routinario di corticosteroidi o trasfusioni granulocitarie, che dovrebbero essere riservati a situazioni selezionate.

Nuove strategie terapeutiche mirate stanno emergendo per specifiche forme genetiche di neutropenia, incluse terapie con antagonisti di CXCR4, inibitori SGLT2 e approcci di gene editing basati su CRISPR/Cas9, che potrebbero modificare radicalmente il trattamento della malattia nei prossimi anni. L’applicazione di queste raccomandazioni potrebbe contribuire a uniformare la pratica clinica europea, migliorare la qualità dell’assistenza e ottimizzare il follow-up a lungo termine dei pazienti affetti da neutropenia cronica.

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Last modified: 8 Maggio 2026
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