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Smettere di fumare riduce il rischio di demenza, ma l’aumento di peso annulla il beneficio.

Autore/Fonte: Neurosciencenews

Uno studio prospettico condotto da Hui Chen (Università di Zhejiang, Hangzhou) e pubblicato su Neurology (rivista dell’American Academy of Neurology) ha analizzato la relazione tra cessazione del fumo, variazione di peso e rischio di demenza su un campione di 32.802 adulti americani privi di demenza all’arruolamento, seguiti per una media di 10 anni (US Health and Retirement Study, 1995–2020).

Risultati principali:
– I soggetti che smettevano di fumare durante il follow-up mostravano un rischio di demenza ridotto del 16% rispetto ai fumatori attivi.
– Il beneficio cognitivo era analogo a quello degli ex-fumatori storici e dei mai fumatori.
– Chi guadagnava fino a 5 kg dopo la cessazione manteneva il beneficio protettivo.
– Chi acquistava ≥10 kg post-cessazione perdeva completamente il beneficio, con rischio tornato sovrapponibile a quello dei fumatori continuativi.
– I soggetti che smettevano di fumare mostravano anche un declino cognitivo più lento nel tempo.

Il messaggio clinico è pratico: la cessazione del fumo va incoraggiata anche in tarda età con il supporto attivo alla gestione del peso post-cessazione, per massimizzare il beneficio neuroprotettivo. I dati integrano il counseling antitabagico con quello metabolico.

Leggi abstract dell’articolo:

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Last modified: 29 Maggio 2026
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