Written by 11:02 Notizie dalla Ricerca

Prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria: utilizzo di ASA in Medicina Generale

Autore/Fonte: Rivista Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

Nonostante decenni di evidenze dimostrino che l’acido acetilsalicilico (ASA) a basse dosi riduca in modo significativo il rischio di infarto, ictus e recidive cardiovascolari, un nuovo studio pubblicato sulla Rivista Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie mostra un dato allarmante: in Medicina Generale italiana l’ASA continua a essere largamente sottoutilizzata, e soprattutto caratterizzata da una bassissima aderenza terapeutica.

L’analisi, condotta su oltre 270.000 pazienti seguiti da un network di Medici di Medicina Generale (MMG) tramite strumenti di Population Health Management, evidenzia che meno della metà dei pazienti con precedenti eventi cardiovascolari riceve ASA in prevenzione secondaria, mentre nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare in prevenzione primaria il trattamento riguarda appena il 22% degli eleggibili. Ancora più critico il dato sulla persistenza terapeutica: solo circa il 5% dei pazienti mantiene una copertura prescrittiva compatibile con un’assunzione continuativa del farmaco.

I dati suggeriscono che il problema non sia soltanto prescrittivo, ma culturale e organizzativo”, sottolineano gli autori. La percezione distorta del rapporto rischio-beneficio, la politerapia, i sintomi gastrointestinali e una comunicazione medico-paziente non sempre efficace sembrano contribuire in modo determinante all’abbandono della terapia. Eppure, la sospensione dell’ASA è associata in letteratura a un incremento significativo degli eventi cardiovascolari evitabili. Lo studio mostra inoltre come il timore emorragico, pur clinicamente rilevante, probabilmente non basti a spiegare livelli di aderenza così bassi: i dati disponibili indicano infatti che gli eventi emorragici maggiori associati all’ASA restano relativamente contenuti in termini assoluti nella popolazione generale.

Rilevanza Clinica
Questi risultati riportano l’attenzione su una criticità spesso sottovalutata nella prevenzione cardiovascolare: non basta prescrivere ASA, è essenziale garantirne continuità e appropriatezza d’uso. Per MMG, cardiologi e internisti, il messaggio è chiaro: la stratificazione del rischio cardiovascolare deve essere accompagnata da strategie concrete di supporto all’aderenza terapeutica, educazione del paziente e monitoraggio della persistenza, soprattutto nei soggetti ad alto rischio e in prevenzione secondaria.

Leggi abstract dell’articolo:

Last modified: 22 Giugno 2026
Close Search Window
Close